DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA…
1 - NAPOLI JUVENTUS, TUTTI CANTANO NAPUL'È DI PINO DANIELE
2 - EMOZIONE PER PINO, POI L’IRA DI DE LAURENTIIS
Marco Azzi per “la Repubblica”
La rabbia di Aurelio De Laurentiis arriva con tre cinguettii a pochi minuti dal fischio finale, per esprimere un unico pensiero, contro Tagliavento e i suoi collaboratori: «Ci siamo stancati! — il commento su Twitter — la Juve è una squadra forte, se è anche aiutata dagli arbitri diventa imbattibile. È inammissibile che con 6 arbitri non si vedano 2 giocatori in fuorigioco. O è malafede o è incompetenza. Questi 6 arbitri devono restare fermi a lungo».
Max Allegri è il primo a replicare: «Mi viene da sorridere, se protestiamo per gli arbitri qui diventa un casino, io prima di parlare del gol di Caceres dovrei commentare due episodi a nostro sfavore con la Samp... Gli errori li facciamo tutti, anche io, anche gli arbitri.
Dispiace, perché De Laurentiis è una persona molto equilibrata, si scaldano gli animi dopo una bellissima serata. Non possiamo predicare bene e razzolare male. In Italia non abbiamo cultura della sconfitta. Se fermiamo gli arbitri che fanno un errore, li fermiamo tutti, dovremo andare ad arbitrare noi».
L’altra partita del San Paolo è stata Tutta n’ata storia: a senso unico, bella e senza macchie, stravinta da Napoli e dai 50mila tifosi in tribuna, con il cuore in gola per l’emozionante omaggio a Pino Daniele. «Siamo qui per onorare un simbolo della nostra città, come Eduardo De Filippo, Totò e Massimo Troisi…», aveva detto al centro del campo De Laurentiis, regalando una maglia azzurra numero 19 (la data di nascita di Pino Daniele) a uno dei fratelli del cantautore appena scomparso, Nello.
Ma il momento clou della serata è arrivato poco dopo, all’ingresso in campo delle squadre, quando è calato il silenzio e l’altoparlante dello stadio ha diffuso le note di Napul’è, con la partecipazione corale del pubblico: migliaia di sciarpe azzurre e una sola voce, ad accompagnare la canzone simbolo di tutta la carriera di Pino Daniele. «Voglio ringraziare la città per il grandissimo affetto. I tifosi sperano che adesso Napul’è diventi il nuovo inno della squadra e naturalmente me lo auguro con tutto il cuore anche io…», ha detto Nello Daniele, emozionandosi anche per gli striscioni esposti al San Paolo. “Voce di un popolo e di una città, raccontaci Napoli nell’eternità”, hanno scritto in curva A.
“Non è una serata come tante, ma ci piace ricordarti in questa cornice importante. Hai sempre vissuto lontano dai riflettori, ma la tua città ti doveva tutti gli onori”. È stato un omaggio intenso, emozionato, sincero: ma allo stesso tempo abbastanza sobrio, per quanto possibile, in uno stadio strapieno e carico di passione. “Olé, olé, olé, Pino, Pinooo”, la stessa colonna sonora delle magie di Diego, un coro che da allora viene cantato con pudore e solamente nelle occasioni più importanti, al San Paolo. Proprio come questa.
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