settori giovanili vivai calcio

FACCIAMOLI GIOCARE ‘STI PISCHELLI! – LA FIFA VORREBBE IMPORRE A TUTTI I CLUB DI SCHIERARE ALMENO UN GIOCATORE UNDER-21 CRESCIUTO NEL PROPRIO VIVAIO – LA PROPOSTA POTREBBE ENTRARE IN VIGORE NEL 2027, MA È MOLTO DIFFICILE DA METTERE IN ATTO: L’UNIONE EUROPEA POTREBBE CONSIDERARLA “DISCRIMINATORIA” (PERCHÉ LIMITA LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI GIOCATORI ED ESCLUDERE CALCIATORI NON “HOMEGROWN”), SENZA CONTARE CHE NON TUTTI RIESCONO A SFORNARE CONTINUAMENTE TALENTI ALL’ALTEZZA DELLA PRIMA SQUADRA…

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Estratto dell’articolo di Fabio Licari per "la Gazzetta dello Sport"

 

settori giovanili vivai calcio

Un Under 20 (o 21) cresciuto nel vivaio del club sia obbligatoriamente in campo. Sarebbe una novità clamorosa. Un’idea auspicata spesso in Italia, ripensando alla mancanza di talenti soffocati dagli stranieri modesti. Ora la svolta. […]

 

l Consiglio della Fifa, riunito ieri a Vancouver, Canada, ha approvato all’unanimità un processo di consultazione con tutte le parti interessate per studiare la fattibilità del progetto: imporre alle squadre che sia sempre in campo almeno un giocatore cresciuto nel proprio vivaio dalla categoria Under 20 o Under 21. La proposta andrà presentata al Consiglio Fifa del prossimo anno. […]

CALCIO GIOVANILE

 

GLI HOMEGROWN

Il primo ostacolo può essere legale. In Europa qualcosa del genere esiste dal 2006-07. Gli “homegrown players”, i giocatori del vivaio senza distinzione di nazionalità. Una regola Uefa adottata da tante federazioni. Ogni club nelle coppe deve averne almeno 8, di cui minimo 4 cresciuti nel proprio vivaio e massimo 4 cresciuti nel vivaio federale. Prima questione: i ragazzi di cui sopra possono restare in panchina tutta la vita, non c’è obbligo di farli giocare. Secondo: gli “homegrown” sono in bilico da quando esistono.

 

CORTE UE CONTRO VIVAI

Proprio così. L’Unione Europea, nella sua lotta contro la discriminazione diventata un’ossessione […], ha discusso più volte della legittimità degli “homegrown”. Non è escluso che, dopo l’ennesima sentenza della Corte Ue, qualcosa succeda. Un giocatore (Rafelov) e il suo club (l’Anversa) si sono rivolti anni fa a un giudice belga per contestare la regola.

 

CALCIO GIOVANILE 5

Il giudice ha rimandato la questione alla Corte Ue. La sentenza può far tremare il sistema perché ha giudicato illegali gli “homegrown”: possono limitare la libera circolazione e creare una discriminazione indiretta rispetto a giocatori non cresciuti nel vivaio del club o federale. Adesso toccherà al tribunale civile belga applicare il principio, ma qualcosa cambierà di sicuro.

 

EUROPA VS MONDO

Questo scenario è reso più complicato dal fatto che le regole valgono solo per l’Ue: i club sudamericani non hanno limiti per problemi di discriminazione (come non hanno fairplay finanziario). Mettiamo comunque che la proposta di Infantino possa essere approvata tra un anno, sperando che i colloqui con l’Ue non dissuadano la Fifa. E dopo? Sicuri sia così facile schierare obbligatoriamente un Under 20 o 21? I primi a non essere felici sarebbero i top club.

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CLUB E TECNICI

La novità, infatti, inciderebbe sulle scelte tecnico-tattiche, obbligando a schierare un giocatore magari non all’altezza dei titolari. Regole così esistono nei campionati giovanili: pensare però che Guardiola o Luis Enrique possano scegliere liberamente solo dieci giocatori, non undici, non è scontato. Non è finita.

 

Per applicare la regola, ogni club dovrebbe avere cinque, forse dieci, Under già pronti: se uno si infortuna, deve subentrare un altro Under. E ci vogliono più Under dello stesso ruolo. Se quello in campo si infortuna ed è un attaccante, non può essere sostituito con un difensore. Non si può neanche pensare che un infortunio consenta l’ingresso di un “non” Under: chissà quanti ko diplomatici. […]