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I PRESIDENTI CHE CI PIACCIONO: QUELLI CHE SANNO QUANDO FARSI DA PARTE (PER IL BENE DELLE LORO SQUADRE) – GIGI FRESCO, PRESIDENTE-ALLENATORE DELLA VIRTUS VERONA, SI “AUTOESONERA” DOPO OLTRE 44 ANNI SULLA PANCHINA DELLA SQUADRA – FRESCO, SOPRANNOMINATO “IL FERGUSON DEL CALCIO ITALIANO”, HA DECISO DI FARSI DA PARTE PER CERCARE DI SALVARE IL CLUB, CHE SI TROVA AL TERZULTIMO POSTO DEL GIRONE A DI SERIE C…
(ANSA) - A Verona si chiude una storia che sembra uscita da un romanzo calcistico. Dopo oltre 44 anni alla guida della squadra, Gigi Fresco ha deciso di lasciare la panchina della Virtus Verona. In pratica, da presidente della squadra, si autoesonera. Una decisione sofferta, presa, come ha spiegato lui stesso, per amore della società e nel tentativo di dare una scossa alla squadra in un momento delicato della stagione.
Fresco, spesso soprannominato il "Ferguson del calcio italiano" per la sua incredibile longevità in panchina, un paragone che dice già molto, ha scelto una soluzione quasi paradossale: esonerare l'allenatore... che in questo caso è proprio lui. Un gesto simbolico, ma anche concreto, per provare a invertire la rotta. La situazione di classifica non è delle più serene. La Virtus Verona si trova al terzultimo posto nel girone A di Serie C, pienamente coinvolta nella lotta per non retrocedere. Il distacco dalle squadre davanti rende la corsa alla salvezza complicata e ogni partita diventa decisiva.
Da qui la decisione di Fresco di fare un passo indietro, nella speranza che un cambio in panchina possa dare nuova energia alla squadra. Un gesto che racconta bene il suo legame con il club. Per la prossima partita contro il Trento, la guida tecnica sarà affidata a Tommaso Chiecchi, finora allenatore in seconda. Chiecchi ha ottenuto una deroga per poter ricoprire il ruolo di primo allenatore e proverà subito a dare una scossa al gruppo. Quanto a Fresco, formalmente resterà nello staff come vice allenatore, ma non sarà probabilmente in panchina nella sfida contro il Trento.
Sotto la guida di Fresco la Virtus Verona è passata dalla Seconda categoria fino al calcio professionistico, costruendo negli anni un modello societario apprezzato per passione, continuità e spirito familiare. Una favola sportiva che ha fatto innamorare tanti appassionati di calcio "vero", quello dei campi di provincia, dei progetti costruiti con pazienza e delle persone che restano. E anche se ora Fresco ha deciso di farsi da parte, è difficile immaginare la Virtus senza di lui. Perché certe storie non finiscono ma cambiano capitolo.
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