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"Fare soldi è un’arte", recitava Andy Warhol nel suo libro del 1975, "La filosofia di Andy Warhol". E il 12 novembre, la sua serigrafia "Triple Elvis" è stata venduta per circa 82 milioni dollari a un'asta alla Christie’s.
In appena due settimane a New York, le case d’asta Sotheby’s e Christie’s hanno venduto oltre 2 miliardi di dollari d'arte. Un record assoluto. L'investitore miliardario Steven A. Cohen ha pagato oltre $ 100 milioni per una scultura di Giacometti. Un Manet è stato venduto per $ 65 milioni, un Mark Rothko per $ 45 milioni, una Georgia O'Keeffe per 44 milioni dollari e una piccola American Flag di Jasper Johns per 36 milioni di dollari.
Nel bene e nel male, l’arte è ormai saldamente piantata accanto alle azioni, alle obbligazioni, alle materie prime e ai beni immobili. Come una classe di attività.
Inoltre, è stato osservato che le opere contemporanee e del dopoguerra sono quelle che hanno portato i maggiori profitti. "Il cambiamento più sorprendente nel mercato dell'arte è l'aumento relativo del valore dell'arte recente," ha detto David Galenson, professore di economia presso l'Università di Chicago, che ha svolto una ricerca sulle valutazioni nel mercato dell'arte.
“L'arte e il denaro sono da sempre tenuti uniti da un cordone ombelicale fatto con l’oro", dice il professor Galenson. "L'ideale del Rinascimento ha fatto la fine del dodo. I prezzi alle stelle sono guidati dalle forze del mercato, piuttosto che da qualsiasi risveglio artistico. L'estetica non ha più nulla a che fare con questo."
Secondo la ricerca del professor Galenson, quello che conta è l'innovazione dall'artista. “È incredibilmente semplice: i quadri di valore sono quelli più innovativi. Gli artisti di valore sono i più innovatori. Cézanne ha prodotto le opere più influenti alla fine della sua carriera, Picasso proprio all'inizio, quando ha inventato il cubismo. Nel 1962 Warhol ha iniziato a utilizzare riproduzioni fotografiche e ha reinventato l'arte moderna. Le sue opere degli anni ‘60 sono molto più costose, di quelle degli anni ’80".
"Un sacco di arte contemporanea è terribilmente brutta, ma non ha importanza in termini di valore dell’opera”. Le ricerche del professor Galenson sembrano rispecchiare fedelmente la realtà, tanto che i cataloghi delle opere della Sotheby’s o della Christie’s riportano esattamente i canoni da lui delineati.
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