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Daniele Sparisci per il “Corriere della Sera”
Giacche nere, fisici scolpiti, radioline e auricolari. Si aggirano fra motorhome e box, pagati per seguire come ombre Lorenzo e Marquez. Nell’era del «post-biscotto», al Mugello spuntano i bodyguard. Li ha imposti la Dorna nel timore di scontri e rappresaglie da parte dei tifosi di Valentino Rossi.
La pentola avvelenata che bolle dal finale dello scorso campionato continua a esalare i suoi fumi, in casi rarissimi gli sport motoristici hanno conosciuto il pericolo della deriva ultrà. In F1 i «buu» razzisti a Hamilton ai tempi della rivalità con Alonso in McLaren, nel motociclismo le minacce a Marco Simoncelli per aver buttato fuori Dani Pedrosa a Le Mans. Episodi isolati e subito ridimensionati.
Alla lista si aggiunge il Gp italiano: di solito bastano gli steward a contenere l’entusiasmo dei fan, ma non in questa trasferta. Così la pensano gli organizzatori che hanno chiamato i «rinforzi»: due persone in più, fornite da una ditta tedesca, in marcatura perenne su Jorge e Marc. «Gente con le carte in regola per intervenire se la situazione si complica» ha detto alla stampa iberica Helios Exaudarò, direttore degli eventi della Dorna. Con i sostenitori di Marquez che hanno disertato, sono attesi un centinaio di «spartani», il fan club più caldo dalla parte di Lorenzo.
Per l’occasione hanno anche preparato una t-shirt commemorativa: «La marea negra al Mugello». Nulla di provocatorio, ma con l’aria che tira gli spagnoli che tengono le redini del circo a due ruote sostengono di voler ridurre al minimo i rischi. E i piloti come l’hanno presa? Male Marquez: «Quando sono uscito dal motorhome (i piloti dormono dentro il circuito, ndr ) e ho visto la guardia del corpo, non ci volevo credere. Non ne ho bisogno, l’ho già detto alla Dorna.
Ho incontrato tanta gente che mi chiede foto e autografi. Voglio sentirmi come gli altri». Molto diverso il parere del numero 99 della Yamaha: «Non so se sia necessario qui dentro, ma fuori? Ci sono tantissimi tifosi e non sai mai come possono reagire. Se non ne avremo bisogno, tanto meglio».
Valentino Rossi non lancia appelli. Anche se considera le misure di sicurezza «esagerate», chiede «rispetto per tutti», convinto che non accadrà nulla: «La vera impresa qui è riuscire a percorrere 600 metri a piedi. Tifate, ma non esagerate. Però, vedrete, alla fine sarà un Gp come tutti gli altri». Il Dottore ha anche dato il benvenuto in squadra a Maverick Vinales, che dall’anno prossimo sarà suo compagno in Yamaha: «È un grande talento: sarà dura batterlo».
Il domino del mercato piloti per il 2017 si chiude sulla pista toscana: Dani Pedrosa resta in Honda, Andrea Dovizioso vince il ballottaggio per un posto in Ducati (l’altro è di Lorenzo) con l’altro Andrea, Iannone, che si lega alla Suzuki. Un addio amaro: «Facevo fatica a crederci…».
rossi valentino Mugello2004
VALENTINO ROSSI
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