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AIUTO, L’EUROPA SI È INGOLFATA! – DIETRO ALLE RASSICURAZIONI DI BRUXELLES, C’È UNA SITUAZIONE ALLARMANTE: IL GOVERNO OLANDESE CERTIFICA CHE L’UE POSSIEDE SCORTE DI CHEROSENE, IL CARBURANTE PER L'AVIAZIONE, PER CINQUE MESI. OLTRE QUESTA SOGLIA SI PROFILA IL BLOCCO DEL TRAFFICO AEREO. CI SONO SOLO 12 MESI DI AUTONOMIA PER DIESEL E BENZINA, A PATTO DI PRESERVARE LE CATENE LOGISTICHE. E L'HUB DI ROTTERDAM, CUORE DELLA RAFFINAZIONE CONTINENTALE, VEDE GLI ARRIVI CROLLARE AL 78% DEI LIVELLI PRE-CRISI – LA CHIUSURA DI HORMUZ IMPONE AGLI STATI EUROPEI UNA CORSA AI RIFORNIMENTI ENERGETICI PER IL PROSSIMO INVERNO, MA NON C’È ANCORA UN PIANO COMUNE…

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Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria per "la Stampa"

 

crisi energetica

L'Europa deve correre per proteggere l'attività economica continentale. Il blocco dello Stretto di Hormuz recide un quinto delle forniture globali di idrocarburi, precipitando le cancellerie in una crisi senza precedenti.

 

A quasi due mesi dall'inizio delle ostilità, la guerra in Iran impone un censimento rigoroso delle capacità di stoccaggio energetico continentale per scongiurare la paralisi industriale. Il fronte critico riguarda i prodotti raffinati, che si riducono giorno dopo giorno.

 

Il pragmatismo più significativo arriva dai Paesi Bassi, uno degli Stati con i minori stoccaggi di tutt'Europa, complice un inverno rigido. Il governo olandese ha certificato in Parlamento un dato allarmante.

 

rotterdam - hub per la raffinazione di petrolio

L'Unione europea possiede scorte di cherosene, il carburante per l'aviazione, per cinque mesi. Oltre questa soglia si profila il blocco del traffico aereo.

 

Produzione interna e riserve strategiche garantiscono dodici mesi di autonomia per diesel e benzina, a patto di preservare le catene logistiche.

 

L'hub di Rotterdam, cuore della raffinazione continentale, vede gli arrivi crollare al 78% dei livelli pre-crisi. L'Aia ha stanziato un miliardo di euro per arginare i rincari, mentre la Germania sta prelevando milioni di barili dalle cisterne in Bassa Sassonia per sostenere la chimica di base.

 

STRETTO DI HORMUZ - CRISI ENERGETICA

L'Italia regge l'urto con scorte di prodotti raffinati superiori a novanta giorni di importazioni nette, affidandosi ai poli di Sarroch, Milazzo e Siracusa per riequilibrare i carichi atlantici e nordafricani.

 

[...] Intanto, Roma deve massimizzare le iniezioni di gas in arrivo da Algeria, Libia e Azerbaigian per blindare la rete termica civile. La Francia vincola la propria sicurezza a 130 terawattora, mentre i Paesi Bassi gestiscono 140 terawattora, calibrando le estrazioni per scongiurare tubolenze nel giacimento di Groningen.

 

donald trump - crisi energetica e petrolio - illustrazione di andrea calogero

La Spagna vanta 35 terawattora sotterranei, volumi idonei a coprire i consumi iberici ma ininfluenti per soccorrere il resto d'Europa. A est, la Polonia blinda il perimetro nazionale con 30 terawattora di riserve, riflettendo sul ripristino dei grandi poli a carbone.

 

La transizione dettata dall'economia di guerra passa per lo stoccaggio tecnologico, mappato dall'European Energy Storage Inventory del Joint Research Centre della Commissione Ue.

 

[...]

 

L'accumulo elettrochimico registra le necessità di crescita maggiori. L'Europa deve triplicare le installazioni per raggiungere 70 gigawattora di capacità complessiva.

 

rotterdam - hub per la raffinazione di petrolio

In questo contesto, la Germania assorbe oltre la metà di questa domanda, con l'urgenza di connettere 40 gigawattora di accumulatori agli ioni di litio a ridosso dei poli industriali per stabilizzare la rete elettrica orfana - in modo parziale - del gas russo e mediorientale. [...]

 

La certezza, secondo ING e Rabobank, è che la chiusura di Hormuz sta archiviando l'era delle importazioni marittime sicure, fondando la tenuta economica europea di medio termine su cisterne, batterie e serbatoi sotterranei.

UNIONE EUROPEA - CRISI ENERGETICA - GAS