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OGNI GIORNO, UN NUOVO EFFETTO COLLATERALE DEI FARMACI ANTI-OBESITÀ – DIVERSE PERSONE CHE HANNO FATTO USO DI PUNTURINE PER FAR CALARE LA PANZA, COME OZEMPIC O WEGOVY, HANNO SEGNALATO UNA SORTA DI “APPIATTIMENTO EMOTIVO”: “È COME PROVARE A ESSERE FELICI MA SENZA RIUSCIRE DAVVERO A CONNETTERSI” – PER GLI ESPERTI, IL FENOMENO NON È MOLTO DIFFUSO, E ANZI DIVERSI STUDI SUGGERISCONO CHE I FARMACI GLP-1 POSSANO AVERE EFFETTI POSITIVI SULLA SALUTE MENTALE, MA NON BISOGNA SOTTOVALUTARLO PERCHE'…
Sintesi dell’articolo di Ariana Enjung Cha per www.washingtonpost.com
I farmaci GLP-1 come Ozempic e Wegovy, diventati simbolo della rivoluzione nella perdita di peso, finiscono sotto osservazione anche per i possibili effetti sulla sfera emotiva. Accanto ai benefici metabolici e psicologici documentati, emergono infatti segnalazioni di una sorta di “appiattimento emotivo”, definito da alcuni pazienti come “Ozempic personality” o anedonia.
Korrie Stevenson, 51 anni, racconta di aver iniziato a sentirsi “come se tutto fosse ‘meh’”: «È come provare a essere felici ma senza riuscire davvero a connettersi». Un’esperienza condivisa da altri pazienti, che riferiscono una riduzione del piacere non solo verso il cibo, ma anche verso attività come musica, sport o relazioni.
Gli esperti sottolineano che il fenomeno non è diffuso, ma appare con “sufficiente frequenza e coerenza” da meritare attenzione. Al momento, però, prevalgono le osservazioni rispetto alle spiegazioni scientifiche.
Sul fronte opposto, studi recenti suggeriscono effetti positivi sulla salute mentale. Una ricerca pubblicata su The Lancet su circa 95.000 persone indica che il semaglutide è associato a un minor rischio di peggioramento di depressione, ansia e abuso di sostanze. Tuttavia, si tratta di correlazioni e non di prove causali.
Una delle ipotesi principali riguarda il sistema dopaminergico, responsabile della percezione della ricompensa. «I GLP-1 riducono l’attività delle aree cerebrali legate al piacere», spiega il ricercatore Daniel Drucker, suggerendo che ciò possa attenuare non solo il desiderio di cibo (“food noise”), ma anche altri stimoli gratificanti. In alcuni casi, però, questo effetto potrebbe diventare eccessivo e “smorzare anche altre fonti di piacere”.
Il fenomeno potrebbe quindi derivare da meccanismi diversi ma convergenti: minore intensità della ricompensa oppure una soddisfazione più rapida, che riduce il desiderio di proseguire.
Il medico Spencer Nadolsky conferma di aver iniziato a notare questi segnali nei pazienti: «Ha smesso di sembrare una coincidenza». Nella maggior parte dei casi, i sintomi regrediscono riducendo il dosaggio. L’obiettivo, spiega, è trovare un equilibrio: «Vogliamo abbastanza dopamina da continuare a godere delle cose che ci piacciono».
Anche la dietista Summer Kessel ha vissuto direttamente questo effetto: «I pazienti dicevano di voler solo restare a letto… e non erano da loro». Dopo una riduzione temporanea del dosaggio, ha notato un ritorno della motivazione.
Per Stevenson, il cambiamento è stato ancora più evidente: dopo aver abbassato la dose, «nel giro di due settimane ho ricominciato a sentire gioia». Pur definendo i GLP-1 “miracolosi” per i benefici fisici, avverte: «È un effetto collaterale serio… molti pensano di essere diventati pigri, ma non è così».
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