
DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ…
Paolo Conti per il “Corriere della Sera”
La commissione di Vigilanza Rai invia al direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, un messaggio chiarissimo con una risoluzione approvata all’unanimità, caso raro nella storia dell’organismo parlamentare che «indirizza» la vita della tv pubblica. Ovvero: Gubitosi vada pure avanti con il piano di ristrutturazione dei tg e dell’informazione ma prima «proceda a una revisione» del progetto affinché il pluralismo delle testate venga rispettato anche nella «differenza di stile e di identità» perché la ricchezza e la quantità di tg «rappresenta un elemento dell’offerta e di fidelizzazione».
beppe grillo e roberto fico a napoli
La commissione di Vigilanza attende un documento da esaminare «tempestivamente e compiutamente» che non contenga «un taglio lineare dell’offerta informativa che non sarebbe coerente con la funzione fondamentale che l’informazione deve rivestire nel servizio pubblico».
Infine, su proposta del capogruppo del Pd in commissione, Vinicio Peluffo, è stata decisa la convocazione del direttore generale in una data che verrà decisa quanto prima. In più la Vigilanza ribadisce, con un tono polemico verso il vertice di Viale Mazzini, che «sussiste una piena legittimazione della Commissione, in quanto organo di diretta espressione del Parlamento, ad esprimersi con un atto di indirizzo sul progetto di riforma dell’informazione del servizio pubblico».
Giuliano Da Empoli, Calearo, Rutelli, Giorgio La Malfa, Bruno Tabacci, Pino Pisicchio
Una risposta alle affermazioni attribuite ieri a Gubitosi e che hanno profondamente (e unanimemente) irritato la commissione: «Abbiamo di fronte il pc, partito della conservazione, che unisce una parte del sindacato a una parte della politica. Il loro obiettivo è l’immobilismo». Frasi che hanno ricompattato l’intera Vigilanza portando a un voto unanime.
Commenta Pino Pisicchio, relatore della Vigilanza, soddisfatto per il risultato: «Abbiamo concordato sulla valorizzazione dei profili identitari delle testate che hanno garantito il 40% di share. Una ricchezza valutabile anche in termini commerciali da valorizzare e da non disperdere».
Il progetto di Gubitosi è noto: creazione di due newsroom, direzioni centrali, ciascuna con un proprio direttore. La prima coordinata dal Tg1, che diriga anche Tg2 e Rai Parlamento, la seconda — imperniata su Rainews 24 — che guidi anche Tg3, Tgr, Ciss, meteo e web. Le testate «coordinate» verrebbero affidate a vicedirettori. Il piano è stato osteggiato all’interno dell’azienda e contestato in Vigilanza.
Ora toccherà a Luigi Gubitosi (che ieri non ha fatto trapelare commenti) rivedere il piano, spedirlo alla Vigilanza e spiegarlo nell’audizione. Per il presidente della Vigilanza, Roberto Fico, (M5S) ora il direttore generale dovrà tenere conto delle indicazioni «perché si trova sul tavolo una posizione di tutte le forze politiche». Per Forza Italia «è stato bocciato l’insano proposito di accorpare le testate giornalistiche Rai, il documento tutela e ribadisce l’autonomia delle singole testate». Il Comitato di redazione del Tg3 si chiede: «Che senso ha una riforma dell’informazione da parte di un Consiglio in scadenza?».
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