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Dal "Corriere della Sera" -
Ospite a Piazza pulita, su La7, ieri il presidente della Camera è stato intervistato da Corrado Formigli. Fini non nasconde di avere una «quota di responsabilità sull'approvazione, non tante, di leggi ad personam» pur non rinnegando «il Pdl, né il mio passato». Il leader di Fli individua l'errore del suo rapporto con il Cavaliere: «Mi sono illuso di poterlo condizionare e di potergli impedire di fare alcune cose. Quando ho creduto fosse possibile un unico partito, il Pdl, dopo la nascita del Pd, Berlusconi si è convinto di poter essere il dominus assoluto. Certo, prima di uscire avrei dovuto combattere da dentro». Le defezioni in Fli? «Diciamo che la carne è debole». Vuol dire, chiede Formigli, che sono stati comprati da Berlusconi? «Beh, diciamo che sono stati folgorati sulla via di Damasco».
Fini bacchetta anche uno il vicepresidente di Fli, paparazzato in estate con l'«Ape regina» del premier, Sabina Began: «Bocchino è il primo a essere convinto di avere fatto una sonora sciocchezza, ma sono comportamenti privati». à ironico, invece, su quell'intercettazione con Lavitola nella quale il premier e l'ex direttore dell'Avanti discutono del lodo Alfano e Berlusconi si lamenta che «i fascisti» e Fini non vogliono votarglielo. Dopo averla ascoltata sorride: «Questa proprio non la conoscevo...». Non tarda ad arrivare il commento di Cicchitto (Pdl): «Faziosità profonda del presidente della Camera, intervengano le istituzioni».
ITALO BOCCHINO GIANFRANCO FINI
Bocchino e la Began
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