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E LA DESTRA MALDESTRA RESTO’ CON LA PIVETTI NEL SACCO - L’EX PRESIDENTE DELLA CAMERA ALLE PRIMARIE LEGHISTE FA SAPERE DI ESSERE PRONTA A CORRERE PER IL CAMPIDOGLIO - A ROMA PRESI D’ASSALTO I GAZEBO DELLA LEGA, SALVINI: “LE ZECCHE ROSSE NON CI SPAVENTANO” - BERTOLESSO: "VADO AVANTI COME UNA RUSPA"

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Mauro Favale per “la Repubblica”

 

PIVETTI ROMAPIVETTI ROMA

L’ultimo incarico amministrativo è stato da assessore “all’immagine” nella giunta Pdl di Reggio Calabria. Era il 2010. Dopo, nel 2013, ha tentato la corsa al consiglio regionale del Lazio coi Cristiano popolari incassando a Roma 617 preferenze.

 

Ora Irene Pivetti ci riprova col Campidoglio: «Se ci sono le condizioni, sono pronta», dice la più giovane ex presidente della Camera davanti a uno dei 41 banchetti che la Lega Nord ha allestito nella capitale questo week end per “sondare” l’elettorato di centrodestra sulla scelta del candidato sindaco.

 

Nella scheda consegnata nei gazebo c’è anche il nome della Pivetti, insieme a quello di Guido Bertolaso, Alfio Marchini, Francesco Storace e Fabio Rampelli. I primi tre sono già in campo, chi sostenuto da Forza Italia e Fratelli d’Italia (Bertolaso), chi da una civica con l’aggiunta dell’Ncd (Marchini), chi in solitaria (Storace, leader della Destra).

 

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La disponibilità della Pivetti («Ne ho parlato con Matteo Salvini e non solo con lui», dice) è l’ennesimo segnale del caos in cui versa il centrodestra romano, con il leader della Lega che ha sostenuto Bertolaso per 24 ore prima di scaricarlo dopo che l’ex capo della protezione civile aveva definito i rom cittadini «vessati».

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A nulla sono valse le retromarce dei giorni successivi. Per Salvini pesano i sondaggi e, secondo quelli in mano alla Lega, Bertolaso non arriverebbe al 20%. Fuori dal ballottaggio, dunque. «Non è un candidato vincente», insiste anche la Pivetti.

 

Lui, però, non vuole ripensarci, forte del sostegno di Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni: «Siamo in democrazia — dice — e ciascuno fa quello che vuole. Io vado avanti come una ruspa perché dobbiamo risolvere i problemi di Roma, non quelli della Lega».

 

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Oggi si chiuderanno i seggi e domani Salvini sarà a Roma per commentare i risultati che potrebbero spostare gli equilibri nel caso in cui nel “sondaggio” ai gazebo prevalessero Marchini o Storace. Intanto, la giornata di ieri è stata monopolizzata dalle polemiche per due momenti di tensione che si sono verificati ai banchetti di Torpignattara e via Tuscolana.

 

Il primo è stato rovesciato e i leghisti aggrediti, raccontano i testimoni, insieme ad alcuni agenti della questura. I giovani, probabilmente dell’area antagonista, sono riusciti a fuggire e non si registra nessun ferito. Il secondo, invece, è stato oggetto di un lancio di uova. Condanna unanime di tutti i partiti. «Le zecche rosse non ci spaventano», il commento di Salvini.

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