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RUTTE, IL LECCHINO DEL GIAGUARO – L’EX PREMIER OLANDESE LAVORA SEMPRE ALACREMENTE PER SODDISFARE IL SUO “DADDY” TRUMP. DI FRONTE ALL’ULTIMO “VAFFA” DEL TYCOON AGLI ALLEATI EUROPEI (RITIRERÀ 5MILA SOLDATI DALLA GERMANIA E MINACCIA DI FARE LO STESSO IN ITALIA), LUI SFERZA GLI STATI UE: “GLI EUROPEI HANNO RECEPITO IL MESSAGGIO DI TRUMP E SI STANNO ASSICURANDO CHE GLI ACCORDI VENGANO ATTUATI” – MA ABBANDONARE LA NATO SAREBBE UNA STRONZATA SOPRATTUTTO PER GLI USA: COSTEREBBE CENTINAIA DI MILIARDI DI DOLLARI TRA RILOCAZIONI E CONTRATTI MANCATI (LE DOTAZIONI NATO FAVORISCONO L’APPARATO INDUSTRIALE MILITARE DAGLI STATI UNITI)
BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE
RUTTE, 'GLI EUROPEI HANNO RECEPITO IL MESSAGGIO DI TRUMP'
(ANSA) "Oggi si discuterà anche di questioni transatlantiche e sappiamo che c'è stata una delusione da parte degli Stati Uniti, ma direi anche che gli europei hanno recepito il messaggio".
Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte a Erevan. "Gli alleati ora si stanno assicurando che tutti gli accordi bilaterali sulle basi vengano attuati".
"Non voglio entrare nel merito di quella situazione specifica, ma abbiamo riscontrato una certa delusione da parte degli Stati Uniti in generale, e non mi riferisco specificamente alla Germania perché la Germania ha attuato fin dal primo giorno ciò che era stato concordato bilateralmente negli ultimi decenni in materia di richieste di basi e così via, riguardo alla reazione europea a quanto sta accadendo ora in Medio Oriente e alla campagna di Israele e degli Stati Uniti contro l'Iran" è stata la premessa di Rutte.
"Gli alleati ora si stanno assicurando che tutti gli accordi bilaterali sulle basi vengano attuati", ha aggiunto.
"Oggi si tratta del vertice della Comunità politica europea, quindi gli Stati Uniti non ne fanno parte, ma non ho alcun dubbio che si discuterà di questioni internazionali. Più paesi europei hanno predisposto il supporto logistico, essenziale e di altro tipo, ad esempio cacciamine e dragamine vicino al teatro delle operazioni, in modo da essere pronti per la fase successiva (in Iran,ndr)", ha aggiunto.
donald trump e la nato - vignetta by vukic
CENTINAIA DI MILIARDI A RISCHIO QUANTO COSTEREBBE AGLI STATI UNITI ABBANDONARE (DAVVERO) LA NATO
Estratto dell’articolo di Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”
[…] Trump non si spingerà al punto da abbandonare completamente la Nato. Per quale ragione? Ce ne sono almeno tre. La prima è la più evidente e anche la più importante. Gli Stati Uniti possono contare su numerose basi e installazioni militari nel Vecchio Continente, nel quadro della Nato e/o a uso esclusivo degli interessi americani.
BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE
È difficile immaginare che, una volta usciti dalla Nato, Washington possa continuare a operare in queste basi con la stessa efficienza e, soprattutto, con la stessa collaborazione da parte dei Paesi ospitanti. Le piattaforme cruciali sono 16. Nel gruppo spicca la base aerea di Ramstein in Germania, dove sono attivi circa 16 mila soldati Usa.
È l’hub che controlla il traffico dei droni militari su scala mondiale, oltre a coordinare le operazioni dell’aeronautica americana in Europa, in Africa e nel Medio Oriente. comprese quelle recenti contro l’Iran. Per le attuali esigenze del Pentagono, quindi, Ramstein non è facile da sostituire, così come altri insediamenti, da quelli britannici a quelli italiani (Aviano, Napoli, Sigonella e altre).
La seconda ragione non è così vitale, ma ha comunque un certo peso. Quanto costerebbe al bilancio degli Stati Uniti smantellare anche solo una parte del presidio europeo? Il generale Mark Hertling, già comandante delle forze armate Usa in Europa e che in quel ruolo ha gestito il rientro di truppe Usa dal 2003 al 2011, ha scritto sui Social che ci vorrebbero «centinaia di miliardi di dollari» e almeno «quattro anni di pianificazione».
Una stima esagerata? Può darsi. Tuttavia bisogna calcolare che non vanno trasferiti solo i soldati, ma anche le loro famiglie e il personale di supporto. Sempre intorno a Ramstein, giusto per rimanere in Germania, ruota la «Kaiserslautern Military Community», formata da 54 mila americani.
base militare americana di ramstein 3
Inoltre, vanno considerati altri possibili costi, come il trasporto di mezzi e di attrezzature sofisticate. Inoltre, dove verrebbero ricollocati i soldati, i civili, i mezzi militari? Andrebbero costruite altre basi, altri presidi.
Sì, ma dove? In ogni caso sarebbero spese in più. Infine, ci sono quelli che vengono definiti «i dividendi nascosti» della Nato. Sono gli ordinativi, le commesse per le industrie americane. La voce più ovvia e più consistente è quella delle armi.
L’indiscussa, almeno per ora, egemonia delle aziende Usa si fonda chiaramente sui grandi contratti come quelli per costruire i caccia F-35, i missili a lungo raggio o le batterie di difesa Patriot.
BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE
Ma non basta. È molto importante anche il reticolo di 1.300 accordi tra i 32 Paesi membri che fissano gli standard degli ordigni e delle dotazioni Nato: si va dal calibro delle munizioni, fino al diametro dei serbatoi.
Sono requisiti a suo tempo imposti da Washington e che favoriscono, in larga misura, non solo l’apparato industriale militare degli Stati Uniti, ma anche i settori che offrono circa 5.500 prodotti «dual use», per utilizzo sia bellico e civile: l’elettronica, i computer, i laser, il nucleare e altro ancora. Il Csis, il Center for Strategic & International Studies di Washington, calcola che l’uscita degli Stati Uniti dalla Nato metterebbe a rischio esportazioni verso i partner per un totale di 240 miliardi di dollari, all’anno.
volodymyrz zelensky al vertice di ramstein
MARK RUTTE DONALD TRUMP - STUDIO OVALE
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