jannik sinner

“NON SONO UN ROBOT, NESSUNO VINCE SEMPRE” – SINNER SPIEGA IL CROLLO A PARIGI NEL MATCH CON CERUNDOLO: “IL PROBLEMA NON ERA IL CALDO, ERO IO. NON HO DORMITO BENE, QUALCOSA NON ANDAVA. DOPO AVER FATTO LA DOCCIA IN MATTINATA MI SONO SENTITO MEGLIO, POI IN CAMPO MI È ARRIVATA COME UNA BOTTA. MI SONO SENTITO DISORIENTATO, IMPROVVISAMENTE CON POCA ENERGIA. NON RICORDO L'ULTIMA VOLTA CHE MI ERO SENTITO COSÌ DEBOLE – TROPPI TORNEI? SAREBBE POTUTO SUCCEDERE ANCHE AVESSI SALTATO MADRID O ROMA. OVVIAMENTE DOVREMO FARE DEGLI ACCERTAMENTI, PARLARE DI QUELLO CHE È SUCCESSO INSIEME CON IL TEAM. POI AVRÒ BISOGNO DI RIPOSO, DI STACCARE UN PO'” - VIDEO

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Stefano Semeraro per “La Stampa” - Estratti

 

jannik sinner foto lapresse 4

Dispiaciuto. Deluso. Non disperato. Non colpito al cuore come dodici mesi fa dalla urticante finale persa contro Alcaraz. Sicuramente arrabbiato per una sconfitta largamente imprevista, Jannik Sinner appare, nel limite del possibile, sereno, nonostante la clamorosa uscita di scena contro Juan Manuel Cerundolo. 

 

Sinner, cosa è successo? Era a un game dalla vittoria... 

«Mi sono sentito disorientato, improvvisamente con poca energia. Non ricordo l'ultima volta che mi ero sentito così debole. Ho provato ad andare avanti, il quarto set l'ho lasciato, nel quinto mi sentivo meglio, ma l'energia restava bassa. Non sono riuscito a tenere il primo game e da lì è stata in discesa per il mio avversario, a cui comunque devo fare i complimenti. Peccato, perché i primi due set e anche il terzo li stavo giocando molto bene, ma questo è lo sport». 

 

Quando ha capito che la giornata non era quella giusta? 

«Al risveglio. Non ho dormito bene, qualcosa non andava. Negli Slam un paio di giornate storte capitano. Di solito riesco a cavarmela, stavolta non sono riuscito a tirarmi fuori. Del resto non sono un robot, nessuno vince sempre. È andata così, ma in tabellone restano ancora tanti italiani e speriamo che facciano bene». 

 

jannik sinner foto lapresse 5

Non è la prima volta che le capitano episodi del genere: c'è qualcosa che li accomuna? Forse il caldo? 

«Difficile dirlo, sono situazioni diverse. Faceva caldo, sì, ma non c'erano condizioni estreme. Il problema non era il caldo, ero io. Non saprei individuare un fenomeno scatenante. Dopo aver fatto la doccia in mattinata mi sono sentito meglio, poi in campo mi è arrivata come una botta. Non ho trovato la via d'uscita e devo dire che non mi capita spesso». 

 

jannik sinner foto lapresse 2

Pentito di aver seguito una programmazione così intensa sulla terra, da Monte-Carlo a Parigi passando per Madrid e Roma? 

«Sarebbe potuto succedere anche avessi saltato Madrid o Roma. Qui il primo match l'ho giocato molto bene, ma quando torni in campo il giorno dopo non hai comunque tanto tempo per recuperare, anche se avevo finito sì tardi ma non troppo». 

 

Cosa farà nei prossimi giorni? 

«Ovviamente dovremo fare degli accertamenti, parlare di quello che è successo insieme con il team. Poi avrò bisogno di riposo, di staccare un po'». 

jannik sinnerjannik sinner foto lapresse 3

(...)

JANNIK SINNERjannik sinner foto lapresse 1