flotilla attivisti picchiati

I FLOTILLEROS, I NEMICI PERFETTI PER NETANYAHU - THIAGO ÁVILA E SAIF ABUKASHEK, ATTIVISTI DELLA "FLOTILLA", RIMARRANNO IN CARCERE IN ISRAELE PER ALTRI DUE GIORNI - LORO SONO TRA LE 175 PERSONE CATTURATE IN ACQUE INTERNAZIONALI DALLO STATO EBRAICO. SONO ACCUSATI DI "ASSISTENZA AL NEMICO IN TEMPO DI GUERRA SOSTEGNO A UN'ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA" - LA LORO INCARCERAZIONE È UN CONTENTINO DI "BIBI" ALL'ALA OLTRANZISTA DEL GOVERNO, GUIDATA DAL MINISTRO BEN GVIR - SECONDO GLI AVVOCATI DEGLI ATTIVISTI SI TRATTA DI "UN SEQUESTRO" - LE VIOLENZE SUBITE IN CARCERE DAI FLOTILLEROS: NASI ROTTI, VOLTI TUMEFATTI, ARTI E COSTOLE LUSSATE O PEGGIO, IN TRENTA CIRCA HANNO DOVUTO FAR RICORSO A CURE OSPEDALIERE

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Estratto dell'articolo di Alessia Candito per "la Repubblica"

 

Saif Abukashek flotilla

Ancora due giorni di detenzione. Thiago Ávila e Saif Abukashek, fra gli attivisti più noti della Global Sumud flotilla, gli unici due dei 175 catturati durante il raid israeliano che non siano stati rilasciati, non potranno lasciare né Israele, né il carcere di Shika in cui sono detenuti.

 

La divisa marrone del carcere addosso, il volto segnato dalle botte ricevute, Ávila – mostra un video di Afp - è stato portato in aula con le catene ai piedi e le mani legate dietro la schiena. Scortato, come Abukashek, da un fitto cordone di agenti.

 

THIAGO AVILA flotilla

Per loro, il giudice di Ashkelon ha convalidato altri due giorni di detenzione, accogliendo solo parzialmente la richiesta dell'avvocato dello Stato che ne aveva chiesti il doppio, sostenendo la necessità di avere maggior tempo a disposizione per indagare i sospetti di «assistenza al nemico in tempo di guerra, contatti con agenti stranieri, fornitura di servizi e trasferimento di beni per conto di un'organizzazione terroristica». [...]

 

flotilla attivisti picchiati

In realtà, stando a indiscrezioni filtrate sulla stampa israeliana, la loro cattura e incarcerazione sarebbe stata il prezzo politico pagato dal governo Netanyahu per far digerire alla sua ala oltranzista, guidata dal ministro Ben Gvir, il rilascio degli altri 173. Accusare Avila e Abukashek di vicinanza al Pcpa, (Conferenza per i Palestinesi all'Estero), organizzazione accusata dagli Stati Uniti e da Israele di essere affiliata a Hamas, sarebbe stata poi - scrive Israel Hayom, testata vicina all'esecutivo - «una soluzione preventiva alle accuse di sequestro di persona in acque internazionali».

israele intercetta la global sumud flotilla 2

 

Una tesi contestata dai legali di "Adalah", che assistono gli equipaggi della Flotilla, secondo cui quello dei due attivisti è un vero e proprio sequestro, del tutto illegale perché Israele ha agito in acque internazionali su cui non ha alcuna competenza. «Hanno subito gravi abusi fisici, assimilabili a torture, tra cui percosse, isolamento e bendaggio degli occhi per giorni in mare», hanno protestato in aula gli avvocati.

 

Medesima denuncia arriva – e verrà presto formalizzata di fronte alle procure nazionali – da molti degli attivisti rilasciati in Grecia. Nasi rotti, volti tumefatti, arti e costole lussate o peggio, in trenta circa hanno dovuto far ricorso a cure ospedaliere. «Non si è trattato di tortura», ha ribattuto il ministero degli Esteri israeliano, sostenendo che «un'unità di polizia a bordo di una nave delle Forze di Difesa Israeliane è stata costretta a usare la forza» per sedare le proteste «dei passeggeri». [...]

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