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IL DIVANO DEI GIUSTI - CHE VEDIAMO STASERA IN CHIARO? IN PRIMA SERATA AVETE “LA TERRA PROMESSA”, FILM STORICO DANESE ASSOLUTAMENTE BEN FATTO – MA LA PELLICOLA PIÙ STRACULT DELLA SERATA È “IL COLIBRÌ”, UN FILMONE ACCHIAPPA TAX CREDIT IMMEDIATO, AVREBBE DETTO L’ORMAI DEFUNTO GENNY SANGIULIANO, CHE VANTA UN CAST DA CINEPANETTONE "DE SINISTRA" – NELLA NOTTE ARRIVA UN PO’ DI SESSO GRAZIE A SERENA GRANDI SCATENATA IN “DESIDERANDO GIULIA”… - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

MADS MIKKELSEN - LA TERRA PROMESSA

Che vediamo stasera in chiaro? Avete già visto “La terra promessa” o “Bastarden” diretto dal danese Nikolaj Arcel già regista de “La torre nera” e “A Royal Affair” nonché sceneggiatore della saga “Millenium”, con Mads Mikkelsen, Gustav Lindh, Amanda Collin, Kristine Kujath Thorp, Magnus Krepper, Rai Movie alle 21, 10.

 

E’ un filmone storico, assolutamente ben fatto, con un Mads Mikkelsen nei panni dell’indomito capitano Ludwig Kahlen, reduce di guerra e figlio bastardo di un nobile e di una cameriera, che a metà del 700 si mette in testa di rendere fertili con una coltivazione intensiva di patate le terre brulle dello Jutland in Danimarca. Dalla sua ha l’aiuto del re, che sogna di far diventare fertili e piene di coloni le sue terre del nord.

 

MADS MIKKELSEN - LA TERRA PROMESSA

E contro ha uno svalvolato nobilastro, interpretato da Simon Bennebjerg, che non vuole né coloni né sogni di fertilità nelle terre che vede come sue. Ma Ludvig dovrà combattere anche contro il fanatismo dei coloni che vedono come presenze malefiche le popolazioni zingare del posto.

 

Mads Mikkelsen si costruisce un bel ritratto di sognatore alla ricerca di una identità e di un titolo che gli dia la dignità che aveva trovato in guerra, che si muove tra la fissazione di piantare un campo di patate in un posto assurdo e dimenticato da Dio, due belle donne, la nobile Edel di Kristin Kujath Thorp e la serva Ann Barbara di Ann Collin, e la realtà di una sorta di famiglia che si è ritrovato per caso nella stralunata impresa.

 

La7 Cinema alle 21, 15 propone il thriller politico “The International”, diretto da Tom Tykwer con Clive Owen, Naomi Watts, Armin Müller-Stahl, Jack McGee, Ulrich Thomsen, Victor Slezak e un bravissimo Luca Barbareschi come simil Berlusconi freddato in piazza a Milano. C’è anche una grande sparatoria all’interno del museo Guggenheim di New York, in realtà ricostruito.

nancy brilli gigi proietti febbre da cavallo la mandrakata

 

Pronto nell’estate del 2008, considerato poco action, gli vennero aggiunte nuove scene e un nuovo rimontaggio. Uscì nel febbraio del 2009, come film d’apertura del festival di Berlino, durante la peggiore crisi bancaria della storia americana. Cine 34 alle 21 ripropone “Febbre da cavallo. La Mandrakata” sequel del geniale “Febbre da cavallo” di Steno, qui diretto dal figlio Carlo Vanzina e scritto da Enrico con Gigi Proietti, Enrico Montesano, Nancy Brilli, Rodolfo Laganà, Carlo Buccirosso.

Recupero cosa ne scrivevo su “Il manifesto”. Come hanno detto i loro autori, Enrico e Carlo Vanzina, è un film semplice, popolare, comico e onesto. Aggiungiamo classico e commovente.

 

febbre da cavallo la mandrakata

Non volendo cadere nella trappola dei personaggi invecchiati, con gli acciacchi, i Vanzina hanno cercato di rielaborare il cinema di Steno e quello italiano degli anni `70 (che era già una citazione di quello degli anni `50), sì modernamente, con cellulari e battute attuali, con i cavalli che non si chiamano più Soldatino ma Pokemon, ma seguendo una scrittura e una messa in scena estremamente rigorosa, dove ogni personaggio ha modo di avere una sua connotazione, un suo sviluppo, dove le battute si aprono, si chiudono, si capiscono, dove i tempi comici all'interno di ogni singola scena sono perfetti.

 

 Sembrano banalità, ma nel cinema italiano attuale non solo queste piccole regole di buon cinema non vengono sempre rispettate, ma va sparendo perfino il film comico. Almeno come lo si è sempre sempre considerato. Non sappiamo come intendesse fare questo sequel Franco Amurri, che firma qui solo il soggetto del film, ma che doveva girarlo qualche anno fa con Proietti e Laganà senza Montesano.

 

gigi proietti febbre da cavallo la mandrakata

E non sappiamo come siano riusciti i Vanzina a recuperare a pochi giorni dalle riprese Montesano-Er Pomata almeno per un lungo, ottimo cammeo. Anzi no, lo sappiamo, è stato un duro lavoro di Enrico Vanzina. Certo, è un peccato che il mitico Manzotin, il macellaro sempre solato viene dato per morto, quando Ennio Antonelli era ancora vivo (ma i Vanzina e non solo loro pensavano fosse morto davvero...), ma il film, esattamente come il precedente, vive di questo impasto da tipica commedia italiana, tra grandi personaggi comici, Proietti-Montesano-Buccirosso al loro massimo, e piccoli caratteristi del tempo.

 

Così solo le apparizioni di Natale Tulli (ricordate il killer della gag delle olive ascolane in L'ultimo capodanno di Marco Risi?) come Frank Sinatra, capo comparse svociato costruito ad imitazione del mitico Zappi, il vero capocomparse storico di Cinecittà morto una decina d'anni fa, o di Pietro Fornaciari come il manager livornese del cavallo brocco Come va, rinnovano la ricchezza di volti e voci del Febbre di cavallo di Steno.

 

febbre da cavallo. la mandrakata

Per non parlare di personaggi del tutto inediti e di possibile nuovo culto, come il Cozzaro Nero, Stefano Ambrogi, una specie di bestia nerovestito che si divide tra la vendita di cozze tra Ostia e Fiumicino e la professione di «cravattaro» nel mondo dei cavalli, o il corrotto dottor Miccolis, untuoso tangentaro pugliese del ministero.

 

Al solito i Vanzina sanno raccontare meglio di tutti l'Italia dei loro giorni, l'orrore quotidiano e i piccoli sogni del loro pubblico, con qualche punta di grazia, Buccirosso che sembra Peppino De Filippo o Rodolfo Laganà che sembra più Giacomo Furia che il Cipolla, che ci fa capire che l'omaggio a Steno e al mondo che ha rappresentato per tutti è realmente sentito.

Doc Hollywood – Dottore in carriera

 

 Canale 27 alle 21, 10 propone “Doc Hollywood” commedia di Michael Caton-Jones con Michael J. Fox, Julie Warner, Barnard Hughes, Woody Harrelson, George Hamilton, Bridget Fonda, dove un giovane medico in viaggio per Los Angeles ha un incidente con la sua macchina mentre sta attraversando un paesino e lo condannano a vivere 32 ore lì, da medico. Dopo aver girato questo film, nel 1991, venne diagnosticato il Parkinson a Michael J. Fox. Julie Warner gira qui l’unica scena di nudo della sua carriera.

robert de niro sean penn noi non siamo angeli

Canale 20 alle 21, 10 propone “Safe House – Nessuno è al sicuro” di Daniel Espinosa, buon mestierante, un thrillerone spionistico con Denzel Washington che ha fatto il doppio gioco, ma protegge un segreto di stato un po’ imbarazzante. Al punto che si ritrova protetto in Sudafrica da un giovane agente, Ryan Reynolds, col quale dovrà fare coppia per scappare da un gruppo di agguerriti mercenari che lo vogliono morto. con Ryan Reynolds, Denzel Washington, Vera Farmiga, Brendan Gleeson, Robert Patrick.

 

Tv2000 alle 21, 10 passa “Noi non siamo angeli” di Neil Jordan, scritto anche da Dvaid Mamet con Robert De Niro, Sean Penn, Demi Moore, James Russo, Wallace Shawn, remake di un celebre film con tre evasi interpretati da Humphrey Bogart, Peter Ustinov e Aldo Ray che si travestono da preti e vengono creduti preti. Ma, come spiega il titolo, non sono angeli.

 

Qui abbiamo due evasi, Penn e De Niro, e Demi Moore chiude il terzetto. La città della Grande Depressione americana degli anni’30 venne ricostruita in Canda da Wolf Kroeger con grande spreco di soldi. Sean Penn e Neil Jordan non legarono proprio e nel film si sente. Del resto era anche il primo film hollywoodiano di Neil Jordan che non avesse anche scritto.

 

ray liotta una moglie per papa'

La5 Alle 21, 15 passa la commedia interraziale “Una moglie per papà” di Jessie Nelson con Whoopi Goldberg, Ray Liotta, Tina Majorino, Don Ameche. Iris alle 21, 15 apre al western con “Morto per un dollaro”, tardissimo western di Walter Hill con Willem Dafoe, Rachel Brosnahan, Hamish Linklater, Christoph Waltz, Benjamin Bratt.

 

 Che piacere era aspettare di vedere un film del genere, scrivevo da Venezia quando lo vidi, ma che dispiacere rendersi conto dopo dieci-quindici minuti di film che quel tipo di cinema non si può più fare.

 

willem dafoe in morto per un dollaro

Se il cinema di Paul Schrader è cosi minimalista e basato sulla scrittura minuziosa e perfetta e su due tre attori che sanno rendere perfetti i personaggi sullo schermo, un western di largo respiro come questo, pur con un ottimo cacciatore di taglie dalla mira infallibile, tale Max Borlund, come Christoph Waltz,  un brutto ceffo giocatore di carte appena uscito di galera, il texano Joe Cribbins di Willem Dafoe e una donzella rapita che è in realtà in fuga dal marito, Rachel Brosnahan, avrebbe bisogno di mezzi maggiori, di facce minori più adeguate, di una fotografia meno seppiata per fare antico, siamo nel 1897, e di una sceneggiatura con meno buchi di questa scritta da tal Matt Harris vent'anni fa che Hill deve aver rabberciato alla meno peggio.

 

La storia è un mischione di "I professionisti" di Richard Brooks, con Waltz che deve riacciuffare una coppia in fuga in Messico, combinata con elementi alla "Duello a El Diablo" di Ralph Nelson, primo western che dava grande spazio a pistoleri neri e coppie miste in fuga, e una cittadina centro dello scontro ambientazione perfetta per vecchi modelli hawksiani.

il colibri film

 

 Tutto questo, ahimè, non basta a riportare del tutto in vita il cinema favoloso di Walter Hill che abbiamo molto amato negli anni 70 e 80. È tutto un po' appannato e lontano. Ma i set messicani sono favolosi e lo scontro Waltz - Dafoe funziona. Me lo sono pure rivisto. Il film più stracult della serata è però “Il colibrì” di Francesca Archibugi con Kasia Smutniak, Pierfrancesco Favino, Nanni Moretti, Bérénice Bejo, Laura Morante, Massimo Ceccherini, Rai 5 alle 21, 20.

il colibri 1

Il film è tratto dal romanzo omonimo di Sandro Veronesi e vanta un cast da cinepanettone di sinistra, Pierfrancesco Favino, che parla toscano solo per metà film, Berenice Bejo in versione femme fatale, Kasja Smutniak in versione più squinternata, Nanni Moretti come suo psicanalista giustamente preoccupato, che parla proprio come Nanni Moretti (“Sono…. Dario… Carradori… lo… psicanalista… di… sua… moglie… lei… è… in.. grave… pericolo…”), Laura Morante eterna mamma incazzata, Benedetta Porcaroli, eterna figlia problematica, Sergio Albelli come marito e padre, Massimo Ceccherini sdoganato nel cinema d’autore in un ruolo sempre marcio ma divertente, Blizzard il portasfiga.

 

Un filmone “de sinistra” acchiappa tax credit immediato, avrebbe detto l’ormai defunto Genny Sangiuliano, un polpettone psicologico che, come “Caos calmo” (celebre per averci mostrato Moretti senza mutande che scopava con Isabella Ferrari) è trainato da un romanzo che avrebbe dovuto portare un po’ di spettatori in più rispetto a “Siccità” di Paolo Virzì. Non si rivolge solo agli spettatori di Prati-Parioli-Pinciano ma sconfina sul Tirreno, Argentario?, coi ricchi fiorentini in vacanza.

il colibri 3

 

Politicamente? No. Politicamente, non c’è nulla. Il PD insegna. Assistiamo solo a una serie di terremoti sentimentali, lei ama lui ma non scopa con lui e magari scopa col fratello ma lui lo saprà solo quarant’anni dopo, l’altra lei lo tradisce con tutti, anche con la maestra di yoga sul tappetino e lui subisce perché non riesce a prendere una decisione, a muoversi, per non parlare di una serie di tragedie familiari con suicidi, chemio, malanni di ogni tipo. Magari se ne poteva fare una serie.

 

 Così, compresso dentro un film da due ore, il film funziona solo fino a un certo punto. Metà? Tre quarti? Non fai a tempo a essere affezionato a un personaggio che diventa subito vecchio. Ma a un certo punto iniziano a essere tutti vecchi e poi molto vecchi, coi mascheroni alla Favino con le rughe finte, le borse, gli occhi iniettati di sangue, Nanni truccato da vecchio coi capelli bianchi come Alberto Sordi in “Nestore l’ultima corsa” che fa il giudice delle gare di tennis (“Non… avrei… mai… voluto… vedere… queste… immagini”), o finisce a Monaco a parlare con il nuovo medico della Smutniak.

 

il colibri film

Si salva solo Ceccherini perché non invecchia, fa il suo personaggio e finisce lì. Meglio. Due o tre volte stavo per sbottare a ridere, ma per rispetto mi sono trattenuto, perché il film ha pure dei pregi. Ma non aiutano una serie di battute da romanzo italiano di successo che mi sono segnato, “C’è sempre qualcosa che ti pietrifica”. Favino, con un personaggio impossibile da portare in scena fa quello che può, ma esagera col trucco.

 

il colibri 2

 Nanni Moretti funziona meglio qui che in “Tre piani”, tanto che speri che il suo personaggio possa morettizzare positivamente un po’ tutto. Le ragazze, malgrado il film sia diretto da una donna e scritto da due donne, sembrano frutto di un copione un po’ machista, che non tiene conto della lezione di Jane Campion.

 

 Cercando di salvare il film, mi aggrappo un po’ alla Porcaroli, sempre così attenta e precisa, all’eleganza di Berenice Bejo, a Laura Morante che non ha bisogno di fingersi toscana, agli omaggi alla Fiorentina, alla presenza di Cecche. Ma come il colibrì che fa tanta fatica per stare fermo invece di volare, anche il film rimane così. In aria. A far rumore senza volare.

 

jennifer connelly keanu reeves ultimatum alla terra

Cielo alle 21, 20 lancia “Ultimatum alla terra” di Scott Derrickson con Keanu Reeves, Jennifer Connelly, Jon Hamm, Kathy Bates, John Cleese, Jaden Smith, remake non ispiratissimo del vecchio film di fantascienza anni’50 con Michael Rennie che scende sulla terra. Rai4 alle 21, 20 propone un thriller francese, “Colpo di dadi” diretto da Yvan Attal con Maïwenn, Marie-Josée Croze, Guillaume Canet, Yvan Attal, Victor Belmondo.

 

superhero il piu dotato fra i supereroi 3

Passiamo alla seconda serata con la commedia parodistica “Superhero- Il più dotato tra i supereroi” diretto da Craig Mazin con Drake Bell, Sara Paxton, Christopher McDonald, Leslie Nielsen, Kevin Hart, Marion Ros, Canale 27 alle 23. Cine 34 alle 23, 20 passa il più divertente “… e fuori nevica!”, classico teatrale di Vincenzo Salemme che rimette in scena per il cinema nel 2014 con Vincenzo Salemme, Carlo Buccirosso, Nando Paone, Maurizio Casagrande, Giorgio Panariello.

sette minuti

Su La7 Cinema alle 23, 25 trovate “Linea mortale”, thriller di Joel Schumacher con Kiefer Sutherland, Julia Roberts, Kevin Bacon, William Baldwin, Oliver Platt. Su Rai5 alle 23, 15, la commedia politica diretta da Michele Placido “7 minuti” con Ottavia Piccolo, Ambra Angiolini, Cristiana Capotondi, Fiorella Mannoia, Maria Nazionale. La tua fabbrica è a rischio chiusura. I vecchi padroni vendono ai francesi diventando minoritari.

 

Tutto può rimanere come è, posti e contratti, a patto che il consiglio di fabbrica accetti una diminuzione di sette minuti sull’orario della pausa mensa. Sette minuti della tua vita valgono il tuo posto di lavoro? Questa la trama della commedia di Stefano Massini che Michele Placido ha portato sullo schermo con lo stesso titolo, 7 minuti, con una sceneggiatura scritta da Placido con lo stesso Massini e con un grande cast quasi tutto femminile che va da Ambra a Fiorella Mannoia, da Ottavia Piccolo a Cristiana Capotondi.

7 minuti 2

 

La storia è stata spostata dalla Francia, dove la vera storia ebbe luogo nel 2012, e dove la lotta per i sette minuti assunse un significato profondo nella difesa della dignità delle operaie, all’Italia centro-meridionale di Sabaudia. I padroni, fenomenali, sono i tre fratelli Placido, con tanto di sorelle e zie, vera sorpresa stracult, fintamente simpatici come tutti i padroni, mentre il nuovo potere francese, impersonato qui da Anne Consigny, è solo esteriormente più simpatico, rivelando presto il suo volto di capitalismo che non ha neanche tempo per trattare.

 

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Le operaie, incarnate dalle undici ragazze del consiglio di fabbrica, rappresentano ciò che rimane della classe operaia nel centro-sud dopo vent’anni di berlusconismo e di crisi economica. C’è la rumena, l’albanese, l’africana musulmana, la napoletana, ecc. Placido ha voglia e coraggio di parlarci di padroni, ma soprattutto di operai, anzi operaie, in anni difficili come quelli di oggi. Benissimo.

 

Sappiamo bene che non è Ken Loach e che qualche scivolata retorica la potrà avere. Gliela perdoniamo ancor prima che avvenga (avviene, certo…). Ma riesce a costruire un bellissimo cast credibile di ragazze, a farle recitare come si deve rispettando i valori di ciascuna di loro senza cadere nello stereotipo che di solito si trascina dietro il cinema italiano.

sette minuti

 

Così di tutto il cast, è vero, preferiamo le certezze, come la strepitosa Ottavia Piccolo che aveva interpretato il personaggio di Bianca già a teatro con la regia di Alessandro Gassman, o le sorprese come Fiorella Mannoia, che si lancia in un personaggio magnificamente coatto, o come Maria Nazionale, cantante neomelodica qui resa cattiva e aggressiva dalla vita, ma sono bravissime anche Ambra alle prese con un personaggio difficile (finalmente!), Blakissa Maiga, l’unica assieme alla Piccolo che riprenda il suo ruolo teatrale, Violante Placido, Cristiana Capotondi, Clémence Poisy, Sabine Timoteo e le tante ragazze che brillano sulla scena. I

nella valle della violenza 5

 

ris alle 23, 30 propone “Nella valle della violenza”, western diretto da Ti West con Ethan Hawke, Taissa Farmiga, Karen Gillan, John Travolta, Burn Gorman, James Ransone, prima del successo dei suoi tre horror girati uno dopo l’altro. Tv2000 alle 23, 35 ripropone “Bar Giuseppe” di Giulio Base con Nicola Nocella, Ivano Marescotti, Selene Caramazza, Virginia Diop, Teodosio Barresi.

 

serena grandi desiderando giulia 3

Arriva un po’ di sesso grazie a Serena Grandi scatenata in “Desiderando Giulia” di Andrea Barzini sorta di Senilità di Italo Svevo riadattata al genere sexy letterario. Serena Grandi, che fa la Giulia da desiderare, si divide tra il malcapitato Johan Leysen, già protagonista di “Je vous salue, Marie” di Jean-Luc Godard, e un Sergio Rubini che sembra impaurito dalle tettone dell’attrice. La scena clou vedrà lei nuda attaccata a una colonna divisa fra i due maschi. Barzini non era adatto al genere.

 

alberto sordi il testimone

Tv8 all’1, 30 propone “Una sirena a Parigi” di Mathias Malzieu con Nicolas Duvauchelle, Marilyn Lima, Tchéky Karyo, Rossy De Palma, Romane Bohringer. Aspetto un film dove una sirena esce dal Tevere…Su La7Cinema all’1, 35 passa “Allarme rosso”, bel film di sottomarini diretto da Tony Scott, scritto in segreto anche da Quentin Tarantino con Denzel Washington, Gene Hackman, Matt Craven, George Dzundza. Rete 4 alle 2, 55 passa il raro “Il testimone”, incursione del nostro Alberto Sordi nel cinema noir di Jean-Pierre Mocky tra Philippe Noiret e Roland Dubillard.

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Iris alle 3, 15 propone il favela chic movie “Trash” di Stephen Daldry con Rickson Tevez, Eduardo Luis, Gabriel Weinstein, Rooney Mara, Martin Sheen, Wagner Moura. Possiamo pure criticarlo un po’, ma era davvero notevole, per ritmo e regia questo "Trash" diretto a Rio de Janerio dall'inglese Stephen Daldry, quello di “Billy Elliott”, sceneggiato da Richard Curtis e Felipe Braga e tratto dal libro di Andy Mulligan. Siamo dalle parti dei film violenti brasiliani sul degrado urbano, la corruzione politica e la violenza poliziesca mischiato con un po’ di vecchio neroealismo alla “Sciuscià”.

 

Tre bambini che vivono in una favela costruita su palafitte con quel che trovano dalla spazzatura della città, cioè Rafael, interpetato da Rickson Tevez, Gardo, interpetato da Luis Eduardo, e Rato, cioè Gabriel Weinstein, entrano casualmente in possesso di un portafoglio gettato nella spazzatura dal segretario di un potente e corrotto politico candidato a sindaco di Rio.

trash 1

 

Il segretario, che è in realtà un attivista politico e che ha trafugato e nascosto un diario che testimonia tutte le losche attività del candidato, è stato ucciso brutalmente dalla polizia. Ma non è stato trovato il suo portafoglio, che potrebbe nascondere la chiave per il ritrovamento del libro. I tre ragazzi, una volta scoperta la storia, con l'aiuto di un bravo prete americano, Martin Sheen, e della sua aiutante Olivia, la bella Rooney Mara, decideranno di andare fino in onda nella loro ricerca della verità sfidando i battaglioni della morte e altre amenità.

 

i tre fuorilegge

Tutto questo si deve fare "perché è giusto". Anche con qualche moralismo di troppo, e con un modello un po' da international style applicato alle favelas brasiliane e ai suoi abitanti, il film ha grande ritmo e bella impaginazione. Rai Movie alle 3, 25 passa “Police”, poliziesco violento diretto da Anne Fontaine con la coppia Virginie Efira e Omar Sy, Grégory Gadebois, Payman Maadi, Aurore Broutin. Rete 4 alle 4, 35 propone “I tre fuorilegge”, vecchio western diretto da Sam Newfield con un buon gruppo di cattivi, Neville Brand, Alan Hale, Bruce Bennett, Jeanne Carmen.

 

appunti di un venditore di donne 78

 Chiudo, Rai Movie alle 5, con il curioso “Appunti di un venditore di donne” diretto da Fabio Resinaro, tratto dal romanzo omonimo di Giorgio Faletti ambientato nella Milano degli anni ’70 dei duri alla Fernando Di Leo, prima della Milano da bere e della Milano berlusconiana poi formigoniana poi fontaniana, prodotto da Luca Barbareschi (e Rai Cinema) e interpretato dal cupo ma credibile Mario Squeglia, il Maurizio di “Summertime” e l’Ezio Quirino di “Suburra”, dall’affascinante Miriam Dalmazio, da Francesco Montanari in versione barista cieco e cantante (è così…), da Libero De Rienzo come poliziotto con la barba mal fatto, dai sempre notevoli Paolo Rossi, Michele Placido e Antonio Gerardi. Uscì senza passare dalla sala su Sky ai tempi del Covid.

 

appunti di un venditore di donne 5

Sfiga. Visto così, in pantofole davanti alla tv a tarda notte su Sky, devo dire che un po’ c’ero cascato. Insomma, una Milano vuota e notturna di raro splendore (girato durante la quarantena), le ragazze che fanno la vita e i ruccheté, come cantava Jannacci, i locali, le BR, il rapimento Moro, i senatori corrotti, gli inseguimenti alla simil Stelvio Massi (magari eh?), gli uomini della mala meridionali, i duri romantici alla Gastone Moschin, un po’ di tarantinate qua e là, fino a quando la trama non si incasina con una serie di colpi di scena e di ribaltamenti di campo assurdi, ci credi.

 

appunti di un venditore di donne 77

E ti fa anche piacere. Certo gli inseguimenti alla Stelvio Massi sono modesti, Mario Sgueglia, che fa il protagonista pappone di nome Bravo non è né Gastone Moschin né Mario Adorf, dominano gli effetti in digitali per rifare i cartelloni del tempo, il Derby presentato è finto, Francesco Montanari non canta come Demetrio Stratos, però il tutto è così gradevole che va giù. Il film ci offre anche una grande scena con le pistole in pugno tra Michele Placido e Antonio Gerardi degna davvero di un Di Leo. T

 

appunti di vita di un venditore di donne 9

emo che il problema vero sia la storia scritta da Faletti, che non si riesce in due ore a rendere credibile, con un intrigo di Sisde, servizi deviati, casini vari. Ma finché tutto si svolge nella Milano dei pappa dal buon cuore, delle ragazze che fanno la vita, dei locali, qualcosa funziona, anche il faccione di Mario Sgueglia come nuovo Fabio Testi romantico e tormentato.

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