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IL DIVANO DEI GIUSTI - IL FILM DELLA SERATA IN CHIARO? DIREI “PICCOLE DONNE”, NELLA VERSIONE 2019, PIÙ MODERNA E PIÙ FEMMINISTA DIRETTA DA GRETA GERWIG, PRIMA DI “BARBIE”, RAI MOVIE ALLE 23,10 – AVETE ANCHE “FOOTLOOSE, LA STORIA È ISPIRATA A UN VERO FATTO DI CRONACA. UN PAESINO, ELMORE CITY, OKLAHOMA, AVEVA BANDITO IL BALLO DA 90 ANNI – MA IL MIGLIORE FILM DELLA PRIMA SERATA È “A PROPOSITO DI SCHMIDT”, PIUTTOSTO TRISTE – IN SECONDA SERATA TORNA “LA CASA STREGATA” E UNO DEI CLASSICI DI FERNANDO DI LEO, SUPERCOPIATO DA TARANTINO IN “PULP FICTION”, CIOÈ “LA MALA ORDINA”… - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

piccole donne 4

Il film della serata in chiaro? Direi “Piccole donne”, nella versione 2019, più moderna e più femminista diretta da Greta Gerwig, prima di “Barbie”, Rai Movie alle 23, 10.

 

Ritornano Jo, Meg, Amy e Beth March, le Piccole donne di Louisa May Alcott, con un cast di primissima scelta, da Saoirse Ronan, che fa Jo con tutte le sue pazzie e la sua determinazione, a Emma Watson, la più giudiziosa e triste Meg, dall’emergente Florence Pugh, che è una Amy per nulla sciocchina, a Eliza Scanlan, che è la dolce e sfortunata Beth.

 

Nessuna di loro è americana, la Ronan, pur nata a New York, è irlandese, la Watson e la Pugh inglesi e la Scanlon è addirittura australiana, ma fanno un bel quartetto di attrici di gran classe. Rispetto ai loro ruoli sono più o meno della stessa età delle ragazze March delle altre celebri versioni della MGM, visto che la Jo di Katharine Hepburn nella meravigliosa versione firmata da George Cukor nel 1933 ne aveva 24, e quella di June Allyson nella versione a colori di Mervyn LeRoy del 1949 ben 32, mentre quella di Winona Ryder del 1994, solo 23.

 

Forse l’ultimo Piccole donne, già femminista e di fatto il primo diretto da una donna, l’australiana Gillian Armstrong, aveva delle sorelle March un po’ più giovani, soprattutto se pensiamo a Kirsten Dunst che ne aveva 12(e infatti divideva il ruolo con una attrice più grande) e Clare Danes che ne aveva 15.

 

piccole donne 3

Ma devo dire che il cast delle quattro sorelle è perfetto, come sono perfette nei loro ruoli Laura Dern e Meryl Streep come la mamma e la zia delle ragazze, e i maschi, soprattutto Timothée Chalamet, nel ruolo di Laurie, e Louis Garrel, che fa Frederic Baher, non sono certo delle figurine di contorno, e sono ben più giovani dei maschi presenti nei film precedenti. Per rendere più moderno il racconto, sembra su indicazione di Meryl Streep, la Gerwig ha scritto una serie di dialoghi legati al matrimonio e di battute che devono spiegare al pubblico di oggi le scelte delle ragazze.

 

Come quello di Amy al bel Laurie quando spiega perché si sia indirizzata a un matrimonio di convenienza e non d’amore: “Non sono un poeta, sono solo una donna. E come donna non ho modo di fare soldi, non abbastanza per guadagnarmi da vivere e sostenere la mia famiglia. Anche se avessi i miei soldi, cosa che non ho, sarebbero di mio marito nel momento in cui ci saremmo sposati. Se avessimo figli, non apparterrebbero che a lui. Sarebbero di sua proprietà.”

 

piccole donne 2

Amy diventa così una ragazza che ha capito come va il mondo e sa che non vuole fare la vita da povera della sorella Meg, che si è sposata per amore, e non ha la forza di cambiare le cose e lottare come Jo. Come accade in “Marriage Story” di Noah Baumbach, il film del marito di Greta Gerwig girato più o meno contemporaneamente a questo e nel quale ritroviamo anche Laura Dern, gran parte della forza del racconto è proprio nelle scene di dialogo a due tra i personaggi.

 

Il racconto segue il presente, con Jo a New York che vuole diventare scrittrice, ha rifiutato il matrimonio con Laurie e è tornata nella casa di Concord, Massachussets, a trovare Beth malata, mentre Amy è con la zia a Parigi, ma sono continui i rimandi al passato, con le quattro ragazze felici a casa della mamma e Laurie che è il loro amico del cuore.

PICCOLE DONNE

 

Girato e impaginato benissimo, grandi costumi e scenografe perfette, il film soffre di un po’ di leziosità, forse evidenziata dalla musica di Alexandre Desplat, e a tratti fa un po’ rimpiangere le vecchie versioni, penso soprattutto a quella meravigliosa di George Cukor con Katharine Hepburn, Joan Bennett, Jean Parker e Edna May Oliver come zia March. Le battute moderne, in realtà, funzionano, anche se un po’ tradiscono la prosa della Alcott.

 

Delle quattro ragazze le più brave sono la Ronan e la Pugh, mentre Emma Watson, entrata all’ultimo per sostituire Emma Stone, ha un po’ meno ruolo. Se Louis Garrel è un po’ legnoso con quel nasone pensoso, Timothée Chalamet dà al film una leggerezza e un glam che non ci aspettavamo.

de sica pozzetto ricky e barabba

In prima serata, Cine 34 alle 21, passa ancora una volta “Ricky e Barabba” di Christian De Sica con Christian De Sica in coppia con Renato Pozzetto, Francesca Reggiani, Franco Fabrizi, Sylva Koscina. Canale 20 alle 21, 10 propone “Aquaman” di James Wan con Jason Momoa, Amber Heard, Nicole Kidman, Patrick Wilson, Temuera Morrison.

 

Gran giocattolone pieno di tutto, da un octopus che suona la batteria, si chiama Topo, a un gigantesco mostrone, il Karathen, che ha voce adorabile della Julie Andrews del vero e unico Mary Poppins, da centinaia di simil Mostri della laguna, i Trench, a squali e cavallucci marini giganti che possono essere cavalcati dal nostro eroe. Senza scordare l’abito fatto di polipo della principessa Mera.

 

aquaman 9

Su tutto domina Jason Momoa, il gigantesco hawaiiano con origini tedesche, che interpreta Aquaman con tanto di tridente come vuole la tradizione poseidonesca, ma non sottovalutate personalità come l’australiana Nicole Kidman nei panni di Atlanna, la mamma acquatica dell’eroe, o il neozelandese Temuera Morrison come padre terrestre. Costruito come un Mad Max oceanico, “Aquaman” è stato molto apprezzato dal pubblico cinese e asiatico rispetto ai film di supereroi solo americani.

 

aquaman

Malgrado la bellissima fotografia di Don Burgess, le scenografie di Bill Brzecki, la maestria di James Wan, che ci ha dato grandi horror come Saw, Conjuring, Insidious, il film rimane cafonissimo, sia per il soggetto sia per Momoa-Aquaman, sia per Nicole Kidman vestita da sirenetta, sia per Amber Heard tutta verde coi capelli rossi figlia di Dolph Lundgren, sia per un eccesso di botte col forcone tra l’eroe e il fratellastro biondo Patrick Wilson per l’impero dei sette mari e non può piacere alle signore più sofisticate (Era meglio se restavo a casa a stirare…).

 

Ma deve essere cafone, altrimenti come riesci a trattare un eroe acquatico di questo tipo? E devi avere il bisteccone Jason Momoa, non puoi metterci Valerio Mastandrea o Luca Marinelli col forcone… Rai Movie alle 21, 10 passa “La regola del silenzio - The Company You Keep” di Robert Redford con Robert Redford, Shia LaBeouf, Julie Christie, Sam Elliott, Jackie Evancho, qualcosa in più di un film di vecchi militanti rivoluzionari, perché Redford mette nell’operazione anche parte della sua storia.

robert redford la regola del silenzio

 

Purtroppo il povero Robert Redford coi capelli tinti e il trucco alla Malgioglio che corre inseguito dall'FBI con le manine sulla panzetta, il giubbotto di pelle, i ray-ban e il cappello da baseball è davvero fuori tempo massimo per fare questo ruolo di vecchio militante rivoluzionario scoperto dopo 30 anni di una nuova vita. E di una nuova identità.

shia lebouf la regola del silenzio

E' infatti diventato un tranquillo avvocato vedovo con figlioletta bionda quando l'arresto di un'altra vecchia militante del gruppo degli Weatherman, Susan Sarandon, grandissima, e l'arrivo di un giovane giornalista ficcanaso, Shia LaBoeuf, ciuffo alla Muccino e vestiti alla giornalista del ‘'Fatto'', gli fa capire che è meglio darsela a gambe. Nella fuga e nel meccanismo tipico di questi film con l'innocente inseguito (vuole dimostrare la sua innocenza) veniamo in contatto con gli altri rivoluzionari nascosti, tutti meno imbarazzanti e pittati di Robert Redford.

 

la regola del silenzio – the company you keep

E' la parte migliore del film, basterebbe vedere il gran numero di Susan Sarandon in carcere davanti a Shia LaBoeuf, o l'arrivo di Julie Christie, rifatta come la Santanché che ha lasciato sei vite e sei mariti o Richard Jenkins che fa il professore universitario che sveglia i suoi studenti solo quando parla del Movimento. Comunque non è solo un'invasione di vecchi volti amati dal pubblico degli anni ‘60 e ‘70, è anche l'idea di un'America diversa che il cinema di quel tempo ci aveva dato.

 

kevin bacon footloose

E uno degli aspetti più teneri è la parata di foto di Redford e Christie giovani e militanti. Non si dimentica facilmente lo scambio di battute tra Julie e Robert. "Sei più vecchio", fa lei. "E tu sei uguale", fa lui. Canale 27 alle 21, 10 passa “Footloose”, musicarello anni ’70 di Herbert Ross con Kevin Bacon, Lori Singer, Dianne Wiest, John Lithgow, Chris Penn. Leggo che Kevin Bacon non sapeva ballare, aveva una controfigura. Ahi. La storia è ispirata a un vero fatto di cronaca. Un paesino, Elmore City, Oklahoma, aveva bandito il ballo da 90 anni.

JACK NICHOLSON a proposito di schmidt.

 

 La7 Cinema alle 21, 15 presenta uno dei migliori film della serata, anche questo piuttosto triste, “A proposito di Schmidt” di Alexander Payne con Jack Nicholson, Kathy Bates, Hope Davis, Dermot Mulroney, June Squibb. Schmidt è Jack Nicholson, un piccolo uomo, ormai pensionato, che parte per andare a Denver, Colorado, per il matrimonio della figlia. E ha delle avventure. Strepitosi Nicholson e Kathy Bates, con tanto di scena di nudo.

zoe saldana ben affleck la legge della notte

 Su Iris alle 21, 15 passa “La legge della notte” di Ben Affleck con Ben Affleck, Chris Messina, Zoë Saldana, Sienna Miller, Elle Fanning, Chris Cooper. Dopo il successo e l’Oscar di Argo, Ben Affleck aveva il mondo di Hollywood ai suoi piedi.

 

Sceglie di dirigere e interpretare una saga del crimine forte e complessa ambientata nei Roaring Twtenties come questo La legge della notte (Live By Night), tratto da un romanzo del 2012 di Dennis Lehane, già autore di Mystic River, Shutter Island, Gone Baby Gone, un progetto che aveva già opzionato per sé Leonardo Di Caprio, pensandolo di girarlo magari con Martin Scorsese, adattissimo al soggetto.

 

ben affleck remo girone la legge della notte

Affleck prende il progetto di Di Caprio, che rimane come produttore, scrive lui la sceneggiatura e affida la direzione della fotografia a un genio delle luci come Robert Richardson (Shutter Island, The Hateful Eight), che riprenderà tutto come una Arri Alexa con lente originali panavision del 1965. L’immagine è una meraviglia.

 

Affleck sceglie un grande cast, Brendan Gleeson come il vice sceriffo, padre del bandito Joe Coughlin, interpretato dallo stesso regista, in quel di Boston, Elle Fanning come la mistica ex-tossica Loretta Figgis, Sienna Miller come Emma, la pupa del gangster, che fa perdere la testa al protagonista, Zoe Saldana come la bellissima ragazza cubana che Joe sposerà in Florida, Chris Cooper come il capo della polizia, e addirittura il nostro Remo Girone come Maso Pescatore, capo della gang italiana di Boston.

 

ben affleck la legge della notte

Dovrebbe funzionare tutto, a cominciare dalla ricostruzione d’epoca, perfetta, da una serie di scene d’azione con macchine degli anni ’20. 65 milioni di dollari di budget. Invece il film è un flop epocale. Incasso di 21 milioni di dollari, perdita netta di 75 milioni. Non funziona troppo la sceneggiatura, non funziona la messa in scena, non funziona nemmeno troppo Affleck come protagonista nei panni del bandito galantuomo Joe Coughlin. Ovvio che ci voleva un altro tipo di attore, Affleck è troppo ingombrante, si muove male.

 

chiedimi se sono felice 5

Canale 5 alle 21, 20 propone la commedia “Ticket to Paradise” di Ol Parker con Kaitlyn Dever, George Clooney, Lucas Bravo, Julia Roberts, Billie Lourd, Amanda O'Dempsey. Così così. Italia 1 alle 21, 20 passa un altro dei buoni film di Aldo Giovanni e Giacomo, “Chiedimi se sono felice” con  Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Marina Massironi, Antonio Catania.

la casa stregata

Passiamo alla seconda serata con “La casa stregata” di Bruno Corbucci con Renato Pozzetto, Gloria Guida, Lia Zoppelli, Yorgo Voyagis, Marilda Donà. Cielo alle 23, 20 passa il thriller “Killing Season” di Mark Steven Johnson con Robert De Niro, John Travolta, Milo Ventimiglia, Elizabeth Olin. Meglio il thriller tedesco su Rai4 alle 23, 30, “Berlin Falling” di Ken Duken con Tom Wlaschiha, Ken Duken, Kida Khodr Ramadan, Amelie Plaas-Link, Marisa Leonie Bach.

 

La7 Cinema alle 23, 35 propone un grande classico del cinema comico italiano, “Febbre da cavallo” di Steno con Gigi Proietti, Enrico Montesano, Catherine Spaak, Mario Carotenuto, Francesco De Rosa, Marina Confalone, Ennio Antonelli come Manzotin. Su Iris alle 23, 35 andiamo sul sicuro con “I tre giorni del Condor” di Sydney Pollack scritto da James Grady, David Rayfeld, Lorenzo Semple Jr, con Robert Redford, Faye Dunaway, Cliff Robertson con un gatto nero in testa e Max Von Sydow killer terribile, dove Redford, sopravvissuto al massacro di un piccolo gruppo di agenti dei servizi, riesce a venire a capo del perché dell’operazione.

 

i tre giorni del condor

A tanti anni di distanza ancora mi dispiace della morte di Tina Chen, che aveva un piccolo ruolo iniziale. Leggo che il primo regista voluto da Dino De Laurentiis, quando protagonista doveva essere Warren Beatty, era Peter Yates. Come Redford prese il posto di Beatty, fu lui a volere il suo regista preferito, cioè Sydney Pollack. Cine 34 alle 0, 50 passa il rapido sequel de “Il medico della mutua”, cioè “Il prof. Dottor Guido Tersilli, primario della Clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue” diretto da Luciano Salce con Alberto Sordi, Evelyn Stewart, Pupella Maggio, Claudio Gora, Ira Fürstenberg, Ida Galli.

 

mario adorf in la mala ordina

La7 Cinema all’1, 25 passa uno dei film più amati di Ferzan Özpetek, “La finestra di fronte” con Giovanna Mezzogiorno, Raoul Bova, Massimo Girotti, Filippo Nigro. Rai Movie all’1, 30 presenta uno dei classici di Fernando Di Leo, supercopiato da Tarantino in “Pulp Fiction”, cioè “La mala ordina” con Mario Adorf come l’eroe che si oppone all’organizzazione e deve essere eliminato, Henry Silva e Woody Strode come i due killer americani, Adolfo Celi, Luciana Paluzzi, Cyril Cusack.

 

Rai 2 all’1, 40 passa “La parrucchiera”, uno dei film più divertenti dell’ondata di cinema napoletano di questi ultimi anni, diretto da Stefano Incerti con Pina Turco, Massimiliano Gallo, Cristina Donadio, Arturo Muselli, Lucianna De Falco. Con Rosa la parrucchiera trionfa la bellezza mediterranea di Pina Turco, neo SofiaLorén, e si tenta un nuovo corso del cinema napoletano, ormai più vicino a Bollywood che a Mario Martone.

 

la parrucchiera

Colori, carne, femminilità, e tanta musica sono le carte che si gioca il film fin dalla prima scena. Oltre ai protagonisti, Turco e Gallo, ci sono Cristina Donadio con la parrucca rossa cattiva quasi come quando fa Scianel a Gomorra, Lucianna De Falco, già Anna Magnani per un corto di Paolo Sorrentino, Arturo Muselli in versione gay, Stefania Zambrano, segretario/a dell’Associazione Transessuale Napoli e da Tony Tammaro, star della canzone demenziale napoletana.

peccato senza malizia

Gran parte del cast si è fatto le ossa sia in Un posto al sole sia in Gomorra-la serie. In qualche modo La parrucchiera raccoglie tanti elementi diversi per costruire una specie di film-manifesto della nuova scena cinematografica napoletana. Tra le proposte della notte “Peccato senza malizia” di Theo Campanelli con Jenny Tamburi, Gabriele Tinti, Francesca Romana Coluzzi, Luigi Pistilli, Maya Morin, Cine 34 alle 3, 40. Ma anche “Un pizzico di fortuna”, commedia a colori e Cinemascope di Jack Donohue con Doris Day, Robert Cummings, Phil Silvers, Martha Hyer, Eddie Foy, Angie Dickinson, Rete 4 alle 4, 20.

gina lollobrigida venere imperiale 5

 

 Fu il marito a obbligare Doris Day a girare anche questa commedia. Si sentì male durante la lavorazione, ebbe un esaurimento nervoso. Non poteva girare un film dopo l’altro. Lo dovette fare, però. E’ il primo musical della Warner in Cinemascope. Iris alle 4, 25 passa “Venere imperiale” di Jean Delannoy, scritto da Jean Aurenche e Leo Benvenuti con Gina Lollobrigida come Paolina Borghese che si spoglia davanti a Canova in una scena che a dodici anni mi fece parecchio colpo, Stephen Boyd, Raymond Pellegrin, Micheline Presle, Gabriele Ferzetti, Lilla Brignone, Massimo Girotti, Elsa Albani.

 

 Chiudo con “Marinai, donne e guai” di Giorgio Simonelli con Maurizio Arena, Abbe Lane, Ugo Tognazzi, Lauretta Masiero, Raimondo Vianello, Rai Movie alle 5.

marinai, donne e guairobert redford faye dunaway i tre giorni del condorla finestra di frontevenere imperialela mala ordinala mala ordina 2Un pizzico di fortunala mala ordina peccato senza malizia peccato senza maliziakevin bacon footloose mario adorf la mala ordinail professor dottor guido tersilli… 1femi benussi e mario adorf in la mala ordinail professor dottor guido tersilli… 4il professor dottor guido tersilli… 2il professor dottor guido tersilli il professor dottor guido tersilli…la parrucchiera il professor dottor guido tersilli 1kevin bacon footloose la parrucchierala parrucchiera 1la parrucchiera 2killing season PICCOLE DONNEla casa stregatala casa stregata 1de sica ricky e barabbachiedimi se sono felice 2LA LEGGE DELLA NOTTE chiedimi se sono feliceLA LEGGE DELLA NOTTEFEBBRE DA CAVALLO STENOsteno mostra febbre da cavallo foto andrea arrigaALITOSI FEBBRE DA CAVALLOIL GIOCO DELLE TRE CARTE NEL FILM FEBBRE DA CAVALLOmario carotenuto in febbre da cavallola casa stregataLA LEGGE DELLA NOTTE LA LEGGE DELLA NOTTE ticket to paradise ticket to paradise ticket to paradise RICKY E BARABBANATHALIE GUETTA RICKY E BARABBAkevin bacon footloose aquaman 10JACK NICHOLSON a proposito di schmidt. aquaman 1aquaman 11la regola del silenzio – the company you keep 1robert redford la regola del silenzio 1la regola del silenzio – the company you keep. PICCOLE DONNE